MUSEO ETNOGRAFICO

Coniolo – Palazzo Comunale, Via Dalmazio Birago 13

Visite su prenotazione

Tel. 320.4916362 – 0142.408423

Facebook

SuperWebTricks Loading...

La storia del museo

Alla fine dell’800 il sottosuolo di Coniolo rappresentava già un’importante fonte estrattiva della marna, materia prima preziosa destinata alle industrie cementiere del casalese. Con la rivoluzione industriale dei primi del ‘900 l’attività si trasformo’ in una vera e propria industria con oltre dieci società dedite all’estrazione in miniera. Un imprenditore senza scrupoli, trasgredendo alle autorizzazioni, perforo’ una serie di gallerie a grande profondità dirigendosi purtroppo anche sotto l’antico abitato di Coniolo Basso Antico per coltivare i filoni di marna più ricchi. Le prime lesioni agli edifici allarmarono i coniolesi i quali richiesero aiuto al Governo che intervenne bloccando le escavazioni.
Il fermo giungeva però quando ormai era troppo tardi: 84 case, la Chiesa e il Castello erano ormai persi per sempre. Ma gli abitanti non si scoraggiarono, smontarono pezzo per pezzo le abitazioni crollate per recuperare mattoni, porte, finestre, coppi e pavimenti per ricostruirle nella collina di fronte, lì dove si trova l’attuale Paese: case nuove nell’aspetto, ma che nascondono in sé l’anima degli antichi edifici…

ed è per questo che il museo è intitolato
“Coniolo, il paese che visse due volte”.

La Strada Comunale del Porto Vecchio, conduce ai resti di quello che fu il Borgo di Coniolo Basso Antico, interessato dal crollo che tra il 1905 ed il 1920 portò alla drammatica scomparsa di 84 case, della chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio e del castello dei Marchesi Fassati.

La strada prosegue verso i porti, punto di collegamento tra le sponde fluviali, ora in disuso. Le miniere non sono attualmente visitabili .

Nell’area fluviale di Coniolo molte erano le teleferiche per il trasporto della marna dalle miniere di Coniolo alle fornaci di Morano. Numerose le testimonianze rimaste.

Grazie Museo Etnografico “Coniolo, il Paese che visse due volte”, ospitato nei locali museali del Palazzo del Municipio, si scopre la vicenda straordinaria di questo paese, avvenuta drammaticamente un secolo fa ed i cui risvolti sono, per i contenuti, di incredibile attualità.

Il Belvedere del colle di Coniolo, che abbraccia più di 200° da ovest a est, lascia spazio alla ricerca “mirata” di siti particolari con l’aiuto di un quadro sinottico descrittivo con vista su Morano verso le cui cementerie confluiva il calcare estratto ma anche e soprattutto a quell’immaginazione, a quel “piacere dell’infinito” da cui era affascinato Giacomo Leopardi.